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In prosecuzione del nostro appuntamento settimanale con i
ricercatori dell Istituto regina Elena di Roma,
abbiamo parlato con
la Dott.sa Sabrina Strano dei benefici che derivano da
unalimentazione equilibrata.
Dottoressa...
In prosecuzione del nostro appuntamento settimanale con i
ricercatori dell Istituto regina Elena di Roma,
abbiamo parlato con
la Dott.sa Sabrina Strano dei benefici che derivano da
unalimentazione equilibrata.
Dottoressa che cosa si intende per
restrizione calorica?
Per restrizione calorica ci riferiamo ad una
riduzione di peso del 20-30 %, non intendendo però uno stato di
malnutrizione. Negli ultimi 70 anni sono stati condotti molteplici
studi su vermi, su sistemi murini nei primati e su luomo, i cui
risultati peraltro sono stati incoraggianti. Le ricerche mostrano
che una riduzione fino al 30% di sostanze altamente nutritive,
ricche di carboidrati, glucidi e grassi, favorisce un miglioramento
della salute ed un allungamento della vita con una minor incidenza
di malattie croniche tipiche della società occidentale come le
patologie cardiovascolari, lobesità e il cancro.
Sulla rivista
Science, recentemente, è stato pubblicato un esperimento condotto
nellarco di trentanni su un gruppo di scimmie. I primati sono stati
sottoposti ad una riduzione dellapporto calorico del 30% che ha
prodotto un allungamento della vita e una riduzione dellinsorgenza
delle problematiche di cui vi dicevo, nonché di malattie
neurologiche come l alzheimer.
In che modo agisce sul corpo?
Di
fatto se ne conoscono gli effetti ma non i meccanismi di azione, ed
è proprio ciò di cui ci stiamo occupando. Stiamo tentando di
individuare i processi genetici ed epi-genetici che controllano la
restrizione calorica.
Tra le azioni benefiche abbiamo individuato
una diminuzione del consumo di glucosio ed una migliore reazione ai
danni del DNA, che comporta una minor produzione di radicali liberi
ed una miglior risposta immunitaria a varie infezioni.
In che modo
hanno reagito le varie specie che avete osservato?
In generale
tutte le specie hanno mostrato un allungamento ed un miglioramento
della qualità della vita, luomo soprattutto. Tuttavia reduci di
guerre o dellolocausto, costretti per periodi della loro esistenza
ad una drastica restrizione calorica non ne hanno tratto alcun
beneficio. Nel loro caso non si trattava di una riduzione
equilibrata, erano stati costretti ad una riduzione di peso
vertiginosa che arrivava intorno al 70-80%, in cui fattori come lo
stress, la malnutrizione, linsorgere di patologie infettive, aveva
definito un quadro completamente differente da quelli riscontrati
nei nostri sistemi sperimentali.
Questa branca della ricerca è
molto interessante anche se alcuni aspetti devono ancora essere
focalizzati.
Qui di cosa vi occupate?
Studiamo i meccanismi
genetici ed epi-genetici che controllano la restrizione calorica.
Una riduzione dellapporto calorico non può essere effettuata a
propria discrezione, deve avvenire sotto il controllo di
specialisti, perché leliminazione di alcune sostanze deve essere
bilanciata dallassunzione di sali minerali, aminoacidi, ed elementi
oligominerali fondamentali per mantenere un equilibrio
nellorganismo.
In che modo la restrizione calorica interviene sul
DNA?
Ha un effetto anti-ossidante e riduce i danni al DNA, perché
genera un minor numero di mutazioni ed esercita unazione protettiva
sul patrimonio genetico che nei sistemi animali si ritiene essere la
causa basilare dellinsorgenza di patologie tumorali.Tuttavia per il
momento non possiamo asserire con certezza queste ipotesi, che
devono essere ancora sottoposte a procedimenti di verifica.
Secondo
lei quale sarebbe la reazione della popolazione di fronte ad un
invito a cambiare abitudini alimentari?
Negli Stati Uniti le
company farmaceutiche stanno investendo un grosso quantitativo di
denaro in studi molecolari per mettere a punto dei farmaci detti
mimetici della restrizione calorica, che si sostituirebbero
allapporto di sostanze nutritive.
Sono state verificate delle
differenze tra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo viste
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